L'Associazione presta la propria attività assistenziale a domicilio mediante l'intervento di una equipe multidisciplinare composta da:
1 medico oncologo specializzato in cure palliative e terapia del dolore
5 infermieri professionali specializzati
1 psicologo
2 fisioterapisti
Accanto a tali figure professionali specializzate, ruolo chiave è quello dei volontari, tutti adeguatamente formati, che rappresentano una risorsa imprescidibile sia per il malato che per la famiglia.
L'Associazione presta la propria assistenza a malati oncologici in fase terminale.
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UNA COMPAGNIA CONCRETA ED UMANA FIN DENTRO LA MORTE
"Non si sottolineerà mai abbastanza quanto sia importante per il malato incurabile una dedizione umana che duri fino alla fine.
Oggi possiamo prenderci cure in maniera perlo più ottimali dei dolori del corpo, ma l'anima sofferente non viene aiutata in nessun modo.
Donare pazientemente del tempo al malato terminale é forse l'ultimo più grande dono che gli possiamo fare. donargli del tempo per ascoltare le sue insicurezze, le sue ansie, le sue angoscie, per dargli un poco di conforto, ed anche per dire con lui una preghiera.
Oggi sappiamo che un malato terminale ormai incapace di parlare può ancora ascoltare; sappiamo che il contatto corporeo può comunicargli conforto spirituale, anche quando egli non é più in grado di muoversi.
Non serve forese anche questa concreta forma dell'umana compagnia a porre le basi di un morire degno dell'uomo?
La maggior parte degli uomini desidera vivere le ultime fasi della vita nella propria casa; e purtroppo in molti casi questo è praticamente impossibile.
I parenti e gli amici non possono lasciare il lavoro per la cura del proprio caro gravemente ammalato.
Spesso é alquanto difficile repeprire personale medico ed infermieristico in grado di assistere in maniera adeguata il malato terminale, garantendogli le terapie necessarie.
Ma che fare allora quando i medici - che hanno già fatto tutto quello che potevano - dichiarano inutili le cure il malato esprime il desiderio di poter tornare a casa?"
(Testo tratto da: "La dignità del morire")
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