C'è ancora un pezzo di vita da scrivere
Il libro bianco per la promozione delle cure palliative in Italia alla Camera dei Deputati

Oggi, 29 aprile, la Presidente di Federazione Cure Palliative, Tania Piccione, è intervenuta alla Camera dei Deputati in occasione della presentazione de "Il libro bianco per la promozione delle cure palliative in Italia", a cura di Tullio Proserpio, Fabrizio Mastrofini e Augusto Caraceni.

Il volume rappresenta un importante contributo di riflessione e proposta per rafforzare la promozione e lo sviluppo delle cure palliative nel nostro Paese. Al suo interno è presente anche una sezione dedicata alle raccomandazioni rivolte alle organizzazioni del Terzo Settore, alla cui elaborazione ha contribuito la Presidente di Federazione Cure Palliative.

Nel suo intervento, Tania Piccione ha richiamato la distanza ancora presente tra il riconoscimento formale del diritto alle cure palliative e la sua piena esigibilità nei territori, sottolineando le disomogeneità nell’accesso, la necessità di reti più integrate e la crescente complessità dei bisogni legata all’invecchiamento della popolazione, alla cronicità, alla fragilità sociale e all’indebolimento delle reti familiari.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del caregiving, riconosciuto come parte integrante della presa in carico, e al ruolo del Terzo Settore, chiamato a contribuire non solo all’erogazione dei servizi, ma anche alla costruzione di prossimità, relazione, advocacy e partecipazione comunitaria.

Quando il tessuto sociale di supporto della persona malata è debole, si corre il rischio che il diritto alle cure palliative e la qualità delle cure diventino una fortuna sociale oltre che geografica”, ha ricordato Tania Piccione nel corso dell’intervento.

La Presidente ha inoltre ribadito l’impegno della Federazione nel sostenere le raccomandazioni contenute nel Libro Bianco, promuovendo innovazione nei modelli di cura, formazione, sostegno ai caregiver, collaborazione con le istituzioni, co-programmazione, co-progettazione e sviluppo di comunità più consapevoli e capaci di farsi carico della fragilità.