C'è ancora un pezzo di vita da scrivere
Il caregiver Familiare: DLL 1461 tra l’urgenza di una normativa e la necessità di tutele

Un progetto di legge relativo al riconoscimento ed al sostegno della figura del caregiver familiare è stato presentato lo scorso agosto al Senato e a breve dovrebbe essere preso in esame in Commissione.

Gli 11 punti del Disegno di Legge 1461 prefigurano passi in avanti nel riconoscimento dei diritti di quei cittadini che si occupano a tempo pieno e in via esclusiva di un familiare non autosufficiente.
Il DDL prende le basi dalle proposte già presentate in Senato, ampliandole e definendo elementi cardine della figura.
Nel testo viene riconosciuto il ruolo e definite le caratteristiche del caregiver, stabilita la gratuità della mansione e la necessità di una nomina da parte del malato. La proposta poi introduce anche dei contributi figurativi e delle agevolazioni.

Tuttavia, seppure questa proposta rappresenti un primo passo verso il riconoscimento dell’importanza della figura, da più parti sono emerse perplessità rispetto all’impianto della normativa. Risale infatti a pochi giorni fa la pubblicazione del Manifesto COONFAD 2020 in cui il Coordinamento nazionale delle famiglie con disabilità propone 5 bisogni e diritti fondamentali del caregiver, ponendo l’accento sul fatto che questo sia esclusivamente un familiare che si trova a ricoprire questa mansione per stato di necessità e dunque sia errato attribuirgli le caratteristiche di volontariato e gratuità prefigurate dal DDL 1461.

In conclusione, anche se ci si sta muovendo nella direzione di una legge, la situazione rimane delicata. L’esigenza di arrivare anche in Italia ad un effettivo riconoscimento di questa figura è un tema molto importante anche per Federazione Cure Palliative. A tale proposito riportiamo le parole della Presidente FCP, Stefania Bastianello:

“Riconoscere finalmente al Caregiver Familiare le competenze e i diritti che gli sono propri è un atto di civiltà, ed è doveroso.

Secondo i dati Inps, in Italia, ci sono circa 3 milioni e 300 mila caregiver che assistono un proprio familiare non in grado di svolgere autonomamente gli atti necessari della vita quotidiana, e dedicano dalle sette alle diciotto ore al giorno al lavoro di cura.
Questo comporta che, secondo i dati del Censis, il 40% dei caregiver pur essendo in età lavorativa, non lavora.
Ma non basta. Gli effetti di tale impegno si vedono anche sulla salute e sulla vita privata:

  •  l’80, 3% accusa stanchezza
  • il 63, 2% non dorme a sufficienza
  • il 45,3% ammette di soffrire di depressione
  •  il 26,1% si ammala.

E ancora, secondo uno studio di Elizabeth Blackburn, premio Nobel per la Medicina nel 2009, i caregiver sottoposti allo stress di curare familiari gravi hanno un'aspettativa di vita ridotta dai 9 ai 17 anni.


Questi pochi dati sono sufficienti per chiedere con forza che venga approvata una legge sul Caregiver, una legge che non sia solo un riconoscimento “sulla carta” ma che lo tuteli: in termini previdenziali, economici, sanitari e lavorativi.”